Chédigny, mon amour

Mai avrei immaginato un giorno di percorrere le strade di questo paesino che sembra, disegnato da un pittore, utilizzando colori e pennello.

Per caso, qualche anno fa, avevo visto una foto del libro che narra la storia di questo luogo unico al mondo. Il libro, reperibile esclusivamente in lingua francese, l’ho potuto comperare in una vecchia libreria del villaggio.

Chedigny e’ un comune francese di circa seicento abitanti situato nella Valle della Loira a tre ore di auto da Parigi.

E’ l’unico villaggio della Francia ad essere classificato come giardino notevole.

Di certo Chedigny non è un giardino come tanti altri, e’ un villaggio giardino.


Il tutto nasce da un’idea di Pierre Louault, ex sindaco del paese, e di sua moglie, appassionata di rose e giardini. Decidono di contattare alcuni rodologi per rendere il paese più accogliente e attraente per le persone. Fanno piantare circa 800 rose e 3000 piante perenni lungo le stradine del paese. Sopra le finestre, dietro ogni cancello ed angolo e’ possibile scorgere un fiore.


Ogni anno, centinaia di persone visitano questo luogo incantevole, curato nei minimi dettagli quotidianamente. Il momento migliore per apprezzare la fioritura delle rose e’ verso fino Maggio.

Porterò per sempre nei miei ricordi i colori ed i profumi di Chedigny che sanno arrivare fino all’anima.

Rosa 🌹

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Sotto una campana di vetro

Veniamo al mondo per sperimentare la vita e non c’è niente di più sano e bello che provare a coltivare nuove piante, magari applicando una tecnica diversa, mai utilizzata prima.

Non ricordo neanche come e quando sia nata l’idea di seminare sotto una campana di vetro. So solo che nel giro di pochissimo tempo tutto aveva già preso forma.

Di sicuro questo libro che, oramai ha le pagine consumate per quante volte l’ho sfogliato, ha avuto le sue colpe. Come non sognare di avere una bordura di Lupinus e Digitalis, tra le tante illustrate nel testo.

Ho provato già diverse volte a seminare ed ottenere da seme i lupini di Russell e so per certo che non amano i trapianti. Per questo motivo bisogna seminarli e lasciarli in quella sede per almeno due anni ovvero il tempo che impiegano per andare a fiore.

E’ allora che ho pensato di seminarli direttamente in aiuola utilizzando delle campane di vetro per consentire la germinazione dei semi e proteggere le piccole piantine dai vari agenti che possono procurare danni.

In pochi giorni, le piccole piantine sono nate ma la sorpresa più grande e’ stato scoprire quanto deliziose sono queste campane di vetro distribuite un po’ in giro per il giardino, vuoi per proteggere una giovane piantina dalle ultime gelate o un bulbo non proprio rusticissimo oppure, come in questo caso, delle giovani semine.

L’effetto e’ straordinario…

La coltivazione sotto campana era molto diffusa in Inghilterra durante l’epoca vittoriana e svariate sono le campane che si possono reperire in commercio per creare graziose miniserre.

Non potevo non pensare anche alla prossima festività in arrivo. L’inverno quest’ anno è stato più lungo del solito ed i lavori in giardino sono partiti in ritardo per cui ho avuto poco tempo per pensare agli addobbi per una ricorrenza oltretutto di breve durata.

La Pasqua mi riporta alla mente i picnic che trascorrevo da ragazza con la mia famiglia e gli amici e quindi non posso esimermi dal pensare ad un pranzo semplice da consumare all’aria aperta.

Qualche erba aromatica raccolta al momento ed una graziosa candela decoreranno la mia tavola ispirata ai toni del verde.

Una delle campane che ho scelto riporta la scritta “Life is a secret garden”, ed e’ davvero così la vita.

Buona Pasqua a tutti

Rosa 🌹

English flower press

“Il pettirosso prova le ali.

Non conosce la via ma si mette

in viaggio verso una primavera

di cui ha sentito parlare”

(Emily Dickinson)

La passione per il mondo vegetale mi ha colto di sorpresa circa quattro anni fa, sebbene nei miei ricordi, conservo l’immagine di una bambina molto curiosa ed attenta ai fenomeni naturali.

E come in un crescendo il regno delle piante mi ha appassionato lentamente, ogni giorno sempre di più, facendomi scoprire sempre una specie che non avevo mai considerato prima. Questo è il momento delle edere e delle felci, piante elegantissime ed estremamente diverse.

Le edere oltretutto hanno un aspetto molto “English style” e non a caso da alcuni amici, appassionati di antiquariato inglese, ho recuperato questa pressa da fiori, pezzo davvero unico, che arriva direttamente dall’Inghilterra. Non servono parole per descriverla…non è antica, risale presumibilmente agli anni ottanta ma è comunque incantevole.

L’edera fa da sfondo all’adorabile pettirosso. Proprio riguardo al pettirosso, ho scoperto che da circa tre anni e’ stato eletto “National bird” del Regno Unito con tanto di referendum popolare.

In casa mi piace avere delle composizioni di fiori pressati o essiccati che richiamano le varie stagioni dell’anno e l’acquisto di questa piccola pressa mi ha stimolato parecchio. Come prima cosa, ho essiccato alcuni anemoni, che ho poi cucito su di un piccolo telaio da ricamo.

Anche queste cornici di vetro con chiusura si prestano benissimo per le composizioni di fiori e foglie pressate. Questo quadro rappresenta l’inverno che porge lo sguardo verso la primavera che si avvicina.

Le felci Polipodium vulgare, il cui nome deriva dal sapore dolciastro del rizoma, simile a quello della liquirizia e Pteridium aquilinum, chiamato così per la forma aquilina del rizoma, si mescolano a pezzi di corteccia e foglie di edera.

Una vecchia cartolina francese recuperata in giro per i mercatini rappresenta invece i colori della primavera.

Copiate le mie idee alla grande !

Buona serata

Rosa 🌹

Buon Natale…ed una cartolina da Poffabro

Il Natale e’ inevitabilmente tradizione ed il presepe rappresenta il fulcro attorno al quale tutto ruota.

Piccolo o grande che sia, fatto di sapone o di marzapane, tradizionale o supermoderno, allestito all’interno di una casa o fuori all’ aperto, un presepe non può mancare.

Se volete vederne di diversi ed estremamente originali dovete recarvi in un piccolissimo borgo in provincia di Pordenone, a Poffabro.

Poffabro e’ una piccola frazione del comune di Frisanco, 60 abitanti in tutto e 120 presepi esposti.

La magia di questo luogo e’ per me un appuntamento fisso il giorno di Natale perché solo in questo paesino ritrovo il vero senso del Natale. Ogni abitante costruisce un presepe un po’ ovunque ed il bello è proprio questo, girare per le piccole stradine e scoprirli uno ad uno come in una caccia al tesoro.

Poffabro e’ pura magia ed incanto…

Bellissime anche le ghirlande, tutte prodotte con foglie secche, rami di abete e mele.

Buon Natale a tutti

Rosa 🌹

Visitate il sito 👉 https://www.turismofvg.it/it/94485/Poffabro

E’ il momento di dedicarsi al Birdgardening

In questi giorni il freddo comincia a farsi sentire e fervono i miei preparativi per le decorazioni natalizie che mai come quest’anno sono stati particolarmente impegnativi e vi svelo subito il perché.

Il 12 Dicembre uscirò con un articolo sulla magia del Natale in contemporanea con altre cinque fantastiche blogger.

Ognuna di noi tratterà un argomento diverso e si parlerà di decorazioni natalizie, di moda, di tradizioni legate al Natale, di stili e di tavole.

L’idea di organizzare questo blog hop tutto italiano nasce dalla blogger di mypiesite che non smetto di ringraziare per avermi scelto e coinvolto in questa bella iniziativa importata dall’ America. Neanche a farlo apposta qualcosa di americano ci sarà nel mio articolo sul Natale. Non vi svelo altro, basterà attendere solo altri sette giorni.

Intanto oggi dedico qualche riga agli uccelli selvatici che in questo momento hanno bisogno del nostro aiuto per sopravvivere alle rigide temperature.

La casa di un uccello e’ l’albero e, come tale, la presenza di piante e’ fondamentale per attirare gli uccelli selvatici nel nostro angolo di giardino oppure sul davanzale della nostra terrazza.

Le piante più indicate sono alte almeno 150-170 cm ed al loro interno si può collocare una mangiatoia oppure appendere direttamente il cibo ad un ramo.

Gli uccelli selvatici, come molti sanno, si dividono in granivori ed insettivori.

Per i granivori si possono usare delle miscele di granaglie appositamente composte oppure basterà sistemare un piattino contenente frutta secca ed uvetta, qualche briciola di pane o di panettone, arachidi al naturale, noci o anche mettere a disposizione una semplice mela.

Per gli insettivori invece bisogna procurarsi delle tortine di insetti oppure delle larve di tarme o in alternativa delle miscele specifiche.

Allora perché non pensare di regalare a Natale proprio un nido, una mangiatoia, un abbeveratoio o semplicemente qualche palla di grasso. Molti garden cominciano a proporre una vasta scelta di articoli dedicati ed anche delle semplici confezioni regalo.

Per i più appassionati consiglio il libro di Antonio Romagnoli ” Birdgardening- Come realizzare il giardino degli uccelli, gradevole da leggere e ricco di immagini stupende.

E nel mio giardino di certo non mancano i nidi e le mangiatoie…

Per ultima la mia preferita, una tazzina di porcellana, collocata sulla serra, che rende tutto più poetico. (Esschert design)

Per chi come me ama il canto libero degli uccelli, le gabbie restano appese alle pareti rigorosamente vuote.

Seguitemi e non perdetevi il mio magico Natale.

Buonanotte

Rosa 🌹

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Mela annurca…la regina delle mele

Riscoprire uno dei sapori della mia terra e’ qualcosa che mi fa sempre star bene. 

Leggere poi che, proprio negli ultimi anni, si e’ scoperto che le mele annurche campane IGP sono efficaci nel controllo dei livelli di colesterolo plasmatico e contengono particolari polifenoli capaci di contrastare l’alopecia, fa ancora più piacere.
Dopo alcuni mesi di utilizzo sperimentale, la formulazione in integratori nutraceutici della mela annurca (Apple meets hair) è ora disponibile in tutte le farmacie della Campania e del Lazio ed entro pochi mesi in tutta Italia. 

A differenza delle altre varietà di mele, la mela Annurca IGP nota come Melannurca campana ha una raccolta insolita. Infatti viene raccolta ancora acerba e poi riposta a terra a maturare. Nel periodo autunnale le mele sono pronte per essere mangiate e utilizzate per tanti piatti dalla classica torta di mele al decotto che da bambina bevevo spesso per lenire il mal di gola. 

Quante volte ho visto dal vivo questo scenario

Non potevo farmi sfuggire l’occasione di preparare una torta di mele annurche ed essendo golosissima di cioccolato, ho scelto di riproporre la ricetta di una torta presa sul blog di giallo zafferano con mele e gocce di cioccolato fondente.  

Eccola qui pronta per essere consumata in questa serata piovosa. Mi è venuto naturale affiancarla a questo finto libro comperato anni fa per la sua scritta che dice sostanzialmente “I ricordi non sono il nostro destino ma la strada della vita che stiamo percorrendo”.

Buona serata a tutti e accattatavelle le mele annurche 🍎 

Rosa 🌹 

Minipond…come farne a meno

E’ proprio vero che quando non hai più qualcosa cominci a sentirne la mancanza. Di cosa parlo ? Ma ovviamente delle fioriture estive ormai andate.

Da mesi ho in agenda un articolo sui minilaghetti e solo ora che essi si avviano verso il riposo invernale, trovo la spinta giusta per parlarvene.

Il mio giardino non è grande abbastanza per contenere un laghetto, eppure noi appassionati di piante, troviamo sempre il modo ed il posto per quella pianta alla quale proprio non sappiamo resistere.

L’elemento acqua in un giardino resta fondamentale, sia d’estate quando le ninfee o i fiori di loto illuminano le giornate, sia d’inverno come fonte di acqua per gli uccellini assetati.

Pia Pera nel suo Il giardino che vorrei racconta ” Come sono arrivata tardi a capire che l’acqua e’ l’anima del giardino ! Felice chi ha una sorgente naturale, un ruscello che attraversa le sue terre, un laghetto, il greto di un fiume, altrimenti un pozzo. Nessun giardino può prescindere da una sia pur minima presenza d’acqua.

La scelta del contenitore nel mio caso non poteva non ricadere su due vecchi mastelli in zinco collocati in  punti diversi del giardino ed il prossimo anno medito di inserirne un terzo con un fiore di loto.

La collocazione deve essere a mio avviso in un punto del giardino che sia visibile dalle finestre di casa o comunque in una zona vicina alla casa e di frequente passaggio. Questo scelta consente di godere del proprio minipond ogni giorno in tutte le stagioni dell’ anno.

Quanti tramonti estivi trascorro accanto ai miei laghetti sorseggiando qualcosa prima di cena. L’acqua, anche se ferma, infonde una sensazione di benessere.

Passo alla descrizione corredata di immagini dei minipond:

Minipond n.1

Questa foto e’ stata scattata la primavera scorsa. A parte i gatti che scrutano i pesci si nota la ninfea in ripresa vegetativa.

La ninfea che ho scelto e’ “Aurora”. Si tratta di una ninfea piccola e dal colore cangiante, sui toni dell’arancio, interrata in un vaso alloggiato sul fondo della tinozza. In fondo una piantina di Equisetum scirpoides. Entrambe sono rustiche. Questa ninfea e’ stupenda non solo per i fiori ma soprattutto per le foglie che sono variegate ed estremamente decorative.

Tinozza n.2

Iris pseudacorus, equisetum hyemale e due ninfee Ninfea Pigmea Helvola e ninfea Hazorea Degan White : fiore bianco, emergente, foglie marmorizzate

In entrambe le tinozze sono presenti anche una pianta ossigenante e due pesci rossi per contenere le zanzare.

Ci sarebbe da scrivere per ore ma io sono sempre molto pratica e la cosa migliore da fare per imparare a coltivarle e’ andare presso un vivaio specializzato e partire.

Tutto quello che so l’ho imparato da sola ma ho tanto da ringraziare la proprietaria del vivaio Hydrophyllum, Linda Cartolaro, per la disponibilità e per le numerose informazioni che durante l’acquisto ed anche dopo mi ha sempre fornito.

http://www.hydrophyllum.it/

Il vivaio si trova a Cittadella in provincia di Padova e le prossime foto le ho scattate durante le porte aperte 2017.

Adesso ditemi voi come si fa a resistere? A queste tentazioni non si può dire di no.

La coltivazione in minipond oltretutto non richiede grandi manutenzioni se non una pulizia a fine autunno ed una concimazione a primavera. L’inverno è lungo ed offre tanto tempo al giardiniere per meditare e scegliere.

Buon minipond a tutti !

Rosa 🌹

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Benvenuto Ottobre

Arriva Ottobre ed in giardino ci si prepara ad affrontare e soprattutto superare l’inverno, senza grosse perdite.

Tra pochi giorni dovrebbe essere pronta la nuova location per riparare le mie adorate piantine e nel mentre dell’ attesa mi godo questi pochi pomeriggi di relax.

Gli Aster intanto fanno festa e diventano i protagonisti delle aiuole.

Aster “Pink button”
Aster novi belgii “Bahamas”

Ho preparato nuovamente i miei biscotti preferiti al miele ed uvetta sultanina. 

La ricetta l’ho trovata sul blog di Mysia e devo dire che trovo estremamente facile preparare questi biscottini. 

Ricetta per 20 biscotti: 

300 g di farina

120 g di burro 

1 uovo 

100 g di miele 

100 g di uvetta

1 tazzina di liquore contreau anche se nel mio caso ho utilizzato l’ alchermes 

1 cucchiaio di lievito per dolci 

L’uvetta va messa in ammollo nel liquore per una ventina di minuti, poi strizzata ed aggiunta al burro fuso, al miele ed al lievito. 

Si aggiunge infine la farina, si mescola il tutto e si inforna per una ventina di minuti a 180 gradi.

Buona tiepida serata a tutti e godiamoci il tempo libero facendo ciò che più ci piace fare. 

Rosa 🌹 

Salvie da fiore

Tra Settembre ed Ottobre, quando il giardino comincia a rallentare i suoi ritmi prima del lungo riposo invernale, partono alla carica centinaia di varietà di salvie ornamentali che rallegrano i mesi autunnali con le loro splendide fioriture.

Ho un debole per queste piante perché le trovo a bassissima manutenzione, resistenti alle malattie ed estremamente rustiche. 

E’ davvero questo il periodo in cui si notano di più nei giardini, formando cespugli talvolta anche imponenti. Io amo abbinarle ad alcune sempreverdi a fioritura primaverile in maniera tale da avere sempre aiuole fiorite.

Appartengono ai generi microphilla, greggii e jamensis e le loro fioriture durano da maggio ad Ottobre inoltrato. Ho scelto per me alcune varietà rustiche ed altre invece che vanno riparate in inverno.

Prima tra tutte la mia adorata e rusticissima Salvia microphilla “Hotlips”, che è in grado di produrre sulla stessa pianta sia fiori completamente rossi sia bianchi e bicolori che compaiono soprattutto quando la temperatura e’ più bassa.

Salvia Hotlips nella mia aiuola accanto ai cespugli di Raphiolepis a fioritura primaverile
Alcune delle mie salvie
Salvia x jamensis “Navajo Yellow”
Salvia “Amistad” viola intenso, coltivata in vaso perché non rustica
Lo stand del Vivaio di Angelo Paolo Ratto ammirato qualche giorno fa al Borgoplantarum

Godiamoci quindi queste fioriture che avvengono in contemporanea con quelle degli Aster e vi lascio con alcune immagini tratte dal libro “The Country Diary of Edwardian Lady” di Edith Holden che adoro e custodisco come un gioiello.

Il libro fu scritto nel 1906 e descrive con parole ed immagini la flora e la fauna dell’Inghilterra. La mia e’ una riproduzione su stampa del 1977 in lingua inglese. 

Questa serata si conclude con la lettura del mese di Settembre, piluccando i miei biscottini miele ed uvetta preparati nel pomeriggio e coccolando i miei gattoni.

Biscottini miele ed uvetta…ricetta semplice presa dal sito della mia conterranea Mysia

Buona serata a tutti 
Rosa 🌹 

 

L’abbraccio dell’autunno

Mi riaggancio ad un articolo sulle “vignette” termine utilizzato in America per indicare un riutilizzo di oggetti in composizioni stagionali che raccontano una storia, letto sul blog mypiesite.wordpress.com, da me apprezzatissimo, dove si può leggere per intero e in modo più completo il significato di tale parola. 

Da qualche giorno ero in fase di recupero materiali, tutti assolutamente naturali, per creare una composizione o vignette a tema autunnale. 

In genere lo faccio anche in altre stagioni dell’ anno ma l’autunno non so perché mi ispira molto di piu. Saranno i colori così caldi oppure i primi brividi di freddo o la voglia di stare in casa a stimolarmi maggiormente. 
Si tratta semplicemente di un vassoio in legno contenente una piccola pannocchia, due zucchette, ciò che resta della fioritura di alcuni miei piccoli papaveri ed immancabile per me un oggetto in acciaio corten.



Eccolo in casa accanto ad una buona tisana

Lo utilizzerò nei prossimi mesi come centrotavola e resterà fisso sul tavolo in soggiorno a raccontare il mio modo di vedere l’autunno ma anche la mia passione per i papaveri e per l’acciaio corten.

E dopo aver affrontato anche oggi una giornata per niente semplice ed essermi evitata la rottura di qualche osso per scattare le foto nella casetta degli attrezzi in giardino (non è per niente uno chalet di montagna come può apparire 😀), vi auguro una serena notte. 

Ad ognuno il suo quindi ed aspetto di vedere le altre composizioni.

 
Rosa 🌹